Commento all'Almanacco della Calabria 1991

Conservavo della Calabria immagini sfumate, ma non per questo meno care. Una breve parte di esistenza era per me trascorsa tra i suoi smaglianti colori ed un pò meno
entusiasmanti realtà, legata al periodo ormai lontano dell'adolescenza. Un ritorno In questa terra ospitale è anch'esso ormai datato, ma si rinnova di tanto in
tanto; cosi, anche nell'animo, segna aspetti non più persi negli anni ma ciclicamente rinnovati nel tempo.
La Calabria dunque mi accompagna e stranamente non chiudo con essa parentesi definitive. personale, la lettura dell'A1manacco della Calabria 1991, curato
In questo contesto da Giuseppe Grisolia direttore del periodico Cultura Calabrese non ha fatto che ravvivare immagini soffuse, approfondire aspetti della realtà di costume e culturale che conoscevo appartati nella memoria, e non sapevo di aver fatto miei.
Ritrovare l'arte con cui il vasaio crea tra le mani dall'argilla informe la linea concreta e definitiva quasi come risultato di un soffio divino, e quel suo saper, e quel suo saper dosare tinte e colori, smalti e pennellate in un sapiente accordo tonale che volutamente tradisce le origini, ha provocato in me un risveglio di ricordi assopiti, che, nelle brocche e nelle piccole giare artigianali che ancora la casa conserva,' ritrova conferma e certezza. La Calabria delle usanze nostalgica e lirica nei ricordi, della cultura, delle arti e dei costumi, delle nenie e dei detti, del folklore e dei paesaggi, della storia consumata nelle tragedie naturali, la Calabria dei calabresi, desiderata o rimpianta, è stata affidata nella sua interezza alla penna di scrittori e giornalisti che l'hanno raccontata a modo loro con uno studio e una sensibilità che li distingue pur creandone una realtà letteraria corale.
Così al saggio che ricorda un "protagonista" si alterna il brano che predilige l'arte tradizionale di questa terra luminosa di agrumi e ombrosa di ulivi; il ricordo storico lascia il passo alla riflessione socio-politica, e i versi ne completano l'animus con. quello studio per il linguaggio che traduce poeticamente uno stesso antico amore. Antiche fotografie, riproduzioni di stampe, disegni bozzetti ripropongono immagini che servono a concretizzare le idee che le parole trasmettono, perché non restino puramente suggestione.
Segue poi la realtà.. Dicembre '89-Novembre'90: ed è una realtà che non prende spunto da immagini poetiche, tutt'altro. Inseguendo un anno di tempo,' essa si lascia da questo puntualizzare e molto spesso listare a lutto.
Allora la prosa si domanda stupita senza trovare soluzioni giuste, e la denuncia si alterna alla volontà della protesta, il coraggio ad una chiarezza diversa che non sia il silenzio.
Alle calamità di cui l'uomo è responsabile si aggiungono le calamità naturali, i nemici che non puoi combattere perché ti prendono alla sprovvista e impreparati. !\:fa sempre in fondo la volontà della ripresa, la coscienza della possibilità di cammino nuovo, nella fattiva
operosità dell'uomo che della sua terra conosce le risorse naturali ed umane. Le nuove realtà industriali, la difficoltà giornaliera di accordarle ad una terra primitiva, la continua gelosa riscoperta del territorio, la tonante presenza della Chiesa locale, i traguardi politico-
amministrativi e giuridici dei suoi figli più fedeli, quelli che non l'abbandonano ma che nella terra calabra affondano le radici, sono tutti gli aspetti che l'anno solare puntualmente registra.
Una bellissima pagina dell'Almanacco sottolinea tra le altre questa puntigliosa volontà di scalata umana, propria dell'animo calabrese, volta alla silenziosa conquista della vetta. Alle cifre il compito finale di rendere tra le righe l'aspetto politico-amministrativo della Regione, documentare come questa terra nasce, cambia, si rinnova, si adopera.
Unico appunto: è di carattere estetico, riguarda un'introduzione che, inizialmente allontana ed esteticamente disincanta. Un'impaginazione più alternata, in una disseminata ridistribuzione nell'intero contesto dell'Almanacco, avrebbe fatto meglio accettare la triste necessaria realtà delle pagine pubblicitarie.

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